Settore delle costruzioni: per incrementare la produttività è fondamentale la digitalizzazione

La filiera delle costruzioni è la fetta di economia che evidenzia una maggiore percentuale di incremento della produttività oraria 9,2%; tuttavia questo numero rimane sotto la soglia media italiana. Il fattore viene evidenziato da una ricerca effettuata da GS1 Italy, che ha collaborato con CRESME, presentandola durante il convegno “Digitalize or Die?” tenutosi a Milano, i cui temi erano: tracciabilità, interoperabilità, e sostenibilità per la modernizzazione delle costruzioni”. Da qui diversi gli argomenti di riflessioni sorti.

Sono oltre 10 gli euro di differenza nella produttività per ogni ora di lavoro, che sono ancora in grado di separare il settore delle costruzioni, diversamente da altri comparti. Da un certo punto di vista infatti, il macro settore edilizio sta incrementando la produttività, grazie anche a incentivi fiscali e i bonus dedicati ai lavori di ristrutturazione, d’altra parte il risultato raggiunto si conferma tra i più bassi del settore per l’economia del nostro paese.

Paragonate alle media stabilita tra il 2017 e il 2019, il valore conseguito per ora lavorata è incrementata di +9,2%, arrivando a 26% per le imprese del settore edile e a 25 euro per gli studi di architettura e di ingegneria. Una migliore prestazione paragonate a quelle della media generale del nostro paese +2,8%, in cui tuttavia, il valore aggiunto per ora lavorata è significativamente più sostanzioso 36,5%.

I dati vengono evidenziati dalla ricerca “La Digitalizzazione nel settore delle Costruzioni: Scenari e Potenzialità del Mercato”, effettuata da GS1 Italy che ha collaborato con CRESME (Centro Ricerche Economiche e Sociologiche e di Mercato nell’Edilizia). Ricerca presentata durante lo streaming dell’evento “Digitalize or Die?” in cui tracciabilità, interoperabilità e sostenibilità per la modernizzazione delle costruzioni erano gli argomenti primari.

L’evento è stato organizzato con il supporto del patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano e dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano, durante lo stesso evento, anche i contributi di CRESME e GS1 Italy, che evidenziano dal punto di vista di digitalizzazione di tracciabilità, interoperabilità, e sostenibilità per la modernizzazione del settore edile, alcune delle figure chiave della filiera: ANCE, ANGAISA, ASSIMPREDILE, UNIVERSITA’ DI BRESCIA, BTICINO, EDILPORTALE, FORMEDIL, HARPACEAS e METEL.

La ricerca di mercato introdotta da parte di Antonio Mura, Direttore Tecnico di CRESME, è stata suddivisa in due parti. La prima parte, creata con l’obiettivo di tracciare la situazione generale del settore, che dal lato produttivo vale 223 miliardi di euro (dato 2021), evidenziando figure chiave e prodotti (più di 500), con inoltre il loro produttore sulla catena del valore, dettagliando le macro-tendenze che caratterizzano il ciclo edilizio e l’evolvere della richiesta.

La seconda parte della ricerca, definita più qualitativa, e incentrata sui risultati ottenuti dalle interviste, su un campione che racconta i players (aziende, professionisti, associazioni, e gli enti bilaterali appartenenti a diversi settori edili), su alcuni argomenti come ad esempio quelli della trasformazione digitale, della standardizzazione delle informazioni, dell’innovazione tecnologica, e della sostenibilità economica e ambientale.

Scopo della ricerca, è di evidenziare l’evoluzione post-pandemia, con l’individuazione delle cause legate al basso tasso di produttività che descrive l’attualità delle filiere delle costruzioni, e la via per trovare le soluzioni per un incremento dell’efficienza.

La fotografia generale del settore evidenziato dalla ricerca, è quello di una filiera segmentata, come affermato da Antonio Mura, con le fasi di digitalizzazione e gestione dei processi che fatica a decollare e a portare in modo efficace le informazioni in modo trasversale tra le fasi produttive, di imprese, professionisti e addetti ai lavori.

Profitti in incremento, tuttavia ancora troppo bassi

Il mercato delle costruzioni, è il macro settore che ha visto una crescita media dal punto di vista della produttività più elevata prima e post pandemia: +1,5% annuo durante l’arco di tempo 2017-19, +9,2% nel 2022, verso, il 0,4% e il 2,8% della media nazionale. Una particolarità del nostro paese, in cui si è verificata una importante crescita della produttività, rispetto ai 4 primari paesi europei, solamente nel nostro paese nell’arco degli ultimi sei anni il +2,0% medio annuo è accaduto in Italia, mentre i valori degli altri paesi si attestano 0,8% Germania, -4,5% Spagna e -1,0% Francia).

La ricerca ha inoltre fatto emergere le cause legate alla ripresa di produttività nel settore edile nel nostro paese, partendo dal velocissimo aumento dei prezzi e dalla sottostima del calcolo legato ai deflatori e delle ore effettive lavorate.

Vi è poi anche l’effetto della crescita del mercato delle ristrutturazioni con gli incentivi, che secondo il CRESME negli ultimi tre anni ha incluso il 30% degli investimenti totali.

Inoltre, l’allargamento del mercato legato alle infrastrutture (+11,5% l’aumento del valore legato alla produzione nell’arco tra il 2022 e il 2019), sembra avere assunto un ruolo sulla crescita di produttività, così come è stato per la componente impiantistica: il valore di dieci anni fa si attestava al 27% della produzione di settore, attualmente ha raggiunto il 35%, affermandosi come dato più alto dell’Europa.

Tuttavia la produttività oraria, rimane bassa, e ciò raffigura la problematica primaria nel settore edile in Italia. Un frangente la cui causa è legata al costo degli errori che nel settore edilizio sono attuali: le previsioni di investimenti e tempi di esecuzioni che si allungano non rispettando i programmi, sono una delle cause principali che stanno determinando la bassa produttività.

Un ulteriore elemento, è quello legato alla lunga catena di operatività che divide la progettazione dalla realizzazione, creando difficoltà nel movimento delle informazioni e della organizzazione dei rapporti tra le figure delle filiere interpellate, che creano importanti problematiche di inefficienza e incremento di costi delle attività.

È previsto che durante l’arco dei prossimi 10 anni, il settore delle costruzioni, sarà protagonista di processi di modernizzazione, e siamo consapevoli che a portare a questo cambiamento sono due fattori: la sostenibilità e la digitalizzazione, afferma Paolo Cibien, industry engagement director GS1 Italy.

Sappiamo che il settore delle costruzioni è in ritardo. Tuttavia, anche per questo motivo, sarà possibile ottenere maggiori benefici dalla fase di digitalizzazione che reinventerà il modo di lavorare nella filiera, la tipologia di offerta, il livello di produttività, e i rapporti tra domanda e offerta, consentendo il raggiungimento di nuovi obiettivi sia qualitativi che quantitativi, legati agli aspetti della sicurezza e della sostenibilità. In questo frangente gli standard proposti da GS1 assumono un ruolo fondamentale, facendo sì per gli operatori del settore edile, di poter condividere in modo automatizzato dati e informazioni, con accesso continuo a dati relativi alla qualità e sulla tracciabilità dei materiali, in particolare con un occhio rivolto verso l’economia circolare, e soprattutto di decremento dei costi.

La Digitalizzazione come scelta di efficienza per il futuro

La filiera delle costruzioni nell’arco degli ultimi dieci anni, influenzata dall’effetto delle normative europee ed italiane, rivolte concretamente alla digitalizzazione del processo di costruzione, trova in quest’ultima la via da seguire per supportare la crescita migliorando al contempo la performance, l’incremento della produttività, mitigando il rischio sui luoghi di lavoro. Tuttavia, in questo frangente nel nostro paese, è ancora molta la strada da fare per raggiungere lo stesso risultato che si riscontra in altri settori economici.

Lo step obbligatorio da effettuare per un settore convertito totalmente al digitale, è quello di rendere i prodotti durante la fase di ideazione, sviluppo, progetto, consegna, gestione e manutenzione, identificabili in modo chiaro ma in particolare che questi siano anche rintracciabili, afferma Paolo Cibien.

Un settore in cui dati e informazioni siano reperibili velocemente, e siano confrontabili, permette di incrementare la produttività, ridurre sprechi, e rendere le fasi processuali sostenibili e performanti. Da questo punto di vista GS1 Italy, potrà operare come provider di strumenti e standard interoperabili, e di conseguenza, semplificare il dialogo tra le figure chiave della filiera.

In che modo favorire quindi lo sviluppo della digitalizzazione all’interno del settore delle costruzioni?

Innanzitutto, è necessario l’adozione estesa di un metodo di progettazione architettonica nonché impiantistica, gestita nella sua interezza su una piattaforma BIM. A seconda di quanto evidenziato dal convegno, solamente la metà dei progetti pensati in BIM, raggiunge la realizzazione in BIM, inoltre, solamente un progetto su due è gestito su piattaforma BIM.

Un modo per riparare al ritardo e quindi agevolare una più estesa diffusione di questi strumenti, è necessario che tutti i prodotti siano a senso unico. Identificabili e rintracciabili in ogni loro fase: siano queste progettazione, costruzione, consegna, gestione e manutenzione.

È necessario anche fornire risposta all’incremento dell’esigenza di connettere il mondo virtuale con il mondo fisico, tramite la realizzazione di gemelli digitali, creando un innovativo metodo di lavoro che permette di avere accesso a dati e informazioni utili, con la garanzia che questi siano sempre aggiornati, e che tutti gli elementi coinvolti siano in grado di essere scambiati velocemente e in modo performante.

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